Milano supera Roma nelle compravendite · 10 luglio 2026

OSSERVATORIO DEL MERCATO

Milano cresce più di Roma. Ma il vero dato da leggere è un altro.

I numeri raccontano sempre una storia. La difficoltà sta nel saper leggere quella giusta. Secondo il Rapporto Immobiliare Residenziale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate, il mercato italiano ha chiuso il 2025 con 766.757 compravendite residenziali, registrando una crescita del 6,4% rispetto all’anno precedente. Un risultato che conferma il ritorno della fiducia dopo un periodo caratterizzato da tassi di interesse elevati e da una maggiore prudenza da parte degli acquirenti. In questo scenario, Milano continua a occupare una posizione particolare. Il confronto con Roma, spesso usato come parametro per misurare il peso delle due principali città italiane, evidenzia una distanza che va oltre il mero numero di compravendite. Nel 2025, il fatturato immobiliare residenziale di Milano ha superato i 11 miliardi di euro, mentre quello di Roma si è attestato poco oltre i 10 miliardi. Una differenza contenuta in termini assoluti, ma significativa se rapportata alle dimensioni dei due mercati. Il valore medio di una compravendita a Milano continua inoltre a essere sensibilmente superiore, così come il livello dei canoni di locazione, confermando la capacità della città di attrarre capitali, professionisti, imprese e investitori internazionali. Ma sarebbe un errore limitarsi a leggere questi dati come una semplice competizione tra due città. La vera domanda è un’altra. Perché Milano continua a creare valore con una continuità che poche altre realtà italiane riescono a replicare? La risposta non riguarda esclusivamente il mercato immobiliare. Milano concentra università, finanza, design, moda, innovazione, grandi eventi internazionali e una costante capacità di rigenerare interi quartieri. È questa combinazione di fattori economici, culturali e sociali a sostenere la domanda immobiliare nel lungo periodo. Quando una città riesce ad attrarre talenti e capitali, il valore del suo patrimonio immobiliare aumenta inevitabilmente. Per questo motivo i dati dell’Agenzia delle Entrate non dovrebbero essere interpretati soltanto come una fotografia del passato, ma come un indicatore della capacità di un territorio di produrre ricchezza futura. Naturalmente questo non significa che ogni immobile situato a Milano sia automaticamente un buon investimento. Anche all’interno dello stesso mercato esistono profonde differenze tra immobili destinati a seguire semplicemente l’andamento dei prezzi e proprietà capaci di mantenere il proprio valore nel tempo grazie alla posizione, all’architettura, alla rarità e alla qualità complessiva. È proprio qui che cambia il modo di leggere il mercato. Perché il vero patrimonio non nasce dall’aumento generalizzato dei prezzi. Nasce dalla capacità di riconoscere, prima degli altri, quegli immobili destinati a conservare il proprio valore anche quando il ciclo economico cambierà.

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